Arci Samarcanda - Chi Siamo

È il 23.05.2017 quando, con la Concessione prot. 81444, il comune di Reggio Calabria decide di assegnare all’Arci Comitato Territoriale di Reggio Calabria una sala giochi di circa 500 mq a due passi dal centro e nelle vicinanze di molte scuole. È il famigerato bùling, fiore all’occhiello dello sterminato patrimonio in possesso del cosiddetto re dei videopoker, Gioacchino Campolo, finito nel mirino della Dda per i suoi rapporti organici con la ‘ndrangheta. Tra i suoi infiniti beni sequestrati e poi giunti a confisca (circa 330 milioni di euro) figurano anche preziose opere d’arte (tra gli altri De Chirico, Guttuso, Migneco, Ligabue, Dalì), già restituite alla città attraverso una serie di mostre a tema.

Le condizioni disastrate del bene non scoraggiano i volontari dell’associazione che anzi, con l’aiuto dei giovanissimi partecipanti del campo antimafia di Libera-Arci Reggio Calabria e con il coinvolgimento dell’adiacente Istituto scolastico Vallauri-Panella ripuliscono il locale, rendendolo agibile per ospitare la Carovana internazionale antimafie, partita proprio dallo Stretto.

Ma è con la campagna Stràich! che la città intera viene sensibilizzata sulla necessità di trasformare un luogo di disagio, simbolo dell’oppressione mafiosa, in un vero e proprio centro di aggregazione e, attraverso il tam tam mediatico, viene lanciato un messaggio positivo di speranza e di riscatto: spazzare via la ‘ndrangheta come si fa coi birilli per dare vita a una nuova rivoluzione culturale. Ne nasce anche un’attività di crowfunding attraverso la quale la comunità intera, dalle aziende sensibili alle Istituzioni, dalle fondazioni all’associazionismo, contribuisce a una raccolta fondi in cui protagonisti diventano tutti i cittadini.

Persino i Negramaro dal palco del PalaPentimele lanciarono un messaggio alla città

Ricordatevi che tutto andrà nelle mani giuste, ringraziamo Stràich

gridò durante il concerto il loro leader Giuliano Sangiorgi, per dare un segnale forte al pubblico che lo acclamava, sposando il progetto di trasformare l’ex bowling di Gioacchino Campolo in un centro civico polivalente. 

Nel 2018 l’Arci lancia un sondaggio mediatico al quale partecipano iscritti e simpatizzanti con lo scopo di dare un nome al bene ormai ristrutturato e tornato a respirare aria sana e pulita. Il nome prescelto è quello di “Samarcanda”, proprio per indicare il sogno di una fortezza a difesa di un ideale, l’ideale di giustizia e solidarietà sociale.

Il resto della storia è sotto gli occhi di tutti. Oggi il Samarcanda è un centro culturale polivalente, un laboratorio di idee e di proposte culturali che spaziano dal teatro alla musica, dal cinema alla letteratura, con un social bar, una biblioteca permanente e con diverse associazioni che contribuiscono ad animare un luogo divenuto simbolo di riscatto e di impegno sociale. E la sensazione continua che il meglio deve ancora venire….