Subito al termine della Guerra che, per la prima volta nella storia, aveva coinvolto l’intero popolo italiano senza risparmiare territori o gruppi sociali, fra quanti avevano partecipato in prima persona agli eventi in vari ruoli e quanti altri avevano visto la propria vita sconvolta da bombardamenti, occupazioni, massacri, deportazioni, perdite familiari, il Cinema e la Letteratura divennero ambiti privilegiati della narrazione e della ricostruzione degli accadimenti, depositari della memoria, dei rancori e degli eroismi vissuti spesso in prima persona dagli autori.
In particolare fu oggetto di queste opere la guerra combattuta dai Partigiani, quella Resistenza frammentata in episodi che, pur rientrando in disegni di più ampio respiro, sfuggiva alle cronache e necessitava di divenire patrimonio ideale dell’Italia. Da essa il Paese mostrava di voler rinascere dotandosi di una nuova Costituzione ispirata agli ideali che avevano mosso i resistenti e nuove Istituzioni in luogo di quelle compromesse con gli abomini della guerra.
Nelle opere più importanti fu subito evidente la complessità del compito di tenere insieme le diverse aspirazioni e prospettive dei combattenti, come pure di non nascondere crudeltà e vendette, del resto ben note al pubblico degli spettatori e dei lettori.
Si propone nel seguito un elenco dei film dedicati alla Resistenza che non ha pretesa di esaustività, ma vuol limitarsi alle opere più significative cercando di coniugare i diversi ambiti territoriali: quello urbano e quello della provincia (paesi, campagna e montagna), dove la Resistenza ebbe carattere diverso. Importante è poi seguire come la narrazione coinvolge i diversi gruppi sociali: da quelli popolari alla media e alta borghesia, il clero, gli operai alla difesa delle fabbriche e gli intellettuali nel momento in cui, caduto il Fascismo, tutti gli Italiani furono chiamati alla scelta di una parte.
Roma città aperta, regia di Roberto Rossellini (1945) le storie si una donna del popolo, di un prete e di un capo della Resistenza si intrecciano nella città occupata dai tedeschi
Paisà, regia di Roberto Rossellini (1946) sei episodi in cui i partigiani incontrano gli alleati che risalgono la Penisola
Il sole sorge ancora, regia di Aldo Vergano (1946) un giovane soldato tornato a casa sceglie la lotta partigiana
Achtung, banditi!, regia di Carlo Lizzani (1951) Partigiani e operai contro i tedeschi in fabbrica
Gli sbandati, regia di Citto Maselli (1955) partigiani, sfollati e ricchi borghesi
La lunga notte del ’43, regia di Florestano Vancini (1960) la lotta fra Fascisti e Partigiani a Ferrara
Tutti a casa, regia di Luigi Comencini (1960) storia di alcuni soldati dopo l’8 settembre
Le quattro giornate di Napoli, regia di Nanni Loy (1962) la città del Sud che da sola seppe liberarsi dall’occupante tedesco
L’Agnese va a morire, regia di Giuliano Montaldo (1976) una storia di Resistenza al femminile
La notte di San Lorenzo, regia di Paolo e Vittorio Taviani (1982) un episodio di guerra partigiana in un paese dell’Appennino
Il partigiano Johnny, regia di Guido Chiesa (2000) uno studente piemontese sceglie di combattere i Fascisti arruolandosi fra i Partigiani
L’uomo che verrà, regia di Giorgio Diritti (2009) storia di una strage compiuta per rappresaglia
Non ci è stato regalato niente, regia di Eric Esser (2014) Documentario, storia di tre donne partigiane
Una vita difficile, regia di Dino Risi (1961) un ex partigiano nell’Italia del boom economico
C’eravamo tanto amati, regia di Ettore Scola (1974) ex partigiani si incontrano in un mondo profondamente cambiato
I nostri anni, regia di Daniele Gaglianone (2000) l’incontro di anziani partigiani con un nemico degli anni di lotta.
Ornella De Stefano
per il Circolo del Cinema “Cesare Zavattini”

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