Nella società odierna, qualcuno direbbe società borderline, chiedere aiuto è diventata una necessità di prim’ordine. Tuttavia si è visto quanto sia complesso per la popolazione chiedere aiuto, e saperlo fare, sapere a chi chiederlo e come. Varie ricerche hanno dimostrato come le persone riferiscano di essere estremamente vicine e di discutere questioni importanti solo con una piccola porzione di persone, ’legami forti’ (Roberts et al., 2009; Small, 2013), tuttavia, a volte, vengono considerate fonti di supporto anche conoscenti con i quali si hanno quei legami che possono essere definiti deboli. Questo ci potrebbe indicare quanto la necessità di aprirsi, avere un supporto di tipo emotivo e non solo cognitivo sia fondamentale, specialmente in una società che cambia molto rapidamente, ed in modo diversificato. Altre ricerche hanno dimostrato come la percezione del supporto (sapere che abbiamo un supporto) potrebbe essere più importante per il benessere di coloro che sperimentano realmente il ricevere un supporto (Gottlieb & Bergen, 2010). 

Quante volte ci sarà capitato di cambiare strada, pur di non incontrare una persona a noi cara e conosciuta, per non raccontare qualcosa che ci turba?  Infatti, a volte, è più facile chiedere aiuto ad un estraneo piuttosto che alla nostra rete sociale intima. Al di là del singolo esempio, nel momento stesso in cui decidiamo di occuparci del nostro benessere psicologico, quelli che possono essere associati a dei sintomi depressivi e/o di ansia e forti livelli di stress, vengono percepiti in modo più lieve. Ma quanto è difficile fare questo passo? Tante persone rispondono molto, specialmente perché molto spesso non sanno a chi rivolgersi, nonostante la rete sociale possa essere ampia, in quanto è facile provare angoscia quando il supporto richiesto non è idoneo. Questo dipende dal tipo di supporto che si cerca, dal tipo di aiuto di cui si ha bisogno, e per rispondere a ciò bisogna affidarsi ai servizi psicologici che ci si occupano di benessere, e che sono idonei ai diversi tipi di richieste.

Quando è importante trovare il coraggio di chiedere un supporto e un aiuto psicologico? Sicuramente quando sono presenti percezioni negative di sé stessi, come sentirsi inappropriati, quando si provano sentimenti di preoccupazione e di eccessiva ansia, quando si percepisce un basso livello di energia, stanchezza ed apatia, irritabilità, sintomi più marcati come dormire poco o dormire molto, mangiare poco o mangiare molto, pensieri negativi ricorrenti, non riuscire a godere della propria quotidianità, umore altalenante. Per fare questo grande passo, questo profondo atto di coraggio, spesso non basta la mera consapevolezza, va accompagnata l’azione, specie quando il cambiamento è necessario, e lo è sicuramente per andare avanti, per crescere, per modificare comportamenti che non vanno più bene, e ancor di più capire quale parte di noi lasciare andare. Quest’ultima parte è complessa perché bisogna accettare che determinate parti di noi ci sono servite fino a questo momento per sopravvivere e che tuttavia non ci servono per proseguire. Per fare ciò, vi è sicuramente alla base un processo di accettazione. Chiedere un aiuto psicologico può essere anche definito un comportamento di coping; infatti con questo termine in psicologia, si fa riferimento ad una serie di comportamenti che vengono messi in atto per affrontare conflitti e/o eventi stressanti. Setiawan (2006) ha scoperto che ci sono una serie di fattori che facilitano la decisione degli individui di richiedere servizi psicologici. Questi fattori includono la disponibilità di informazioni sull’aiuto psicologico, l’ubicazione dell’aiuto psicologico, l’orario e la metodologia, le politiche di riservatezza, il prezzo dei servizi, ecc. Il numero delle persone che hanno bisogno di un aiuto psicologico è maggiore di quello delle persone che effettivamente ricevono un aiuto psicologico e che lo richiedono (Erol, Kÿlÿc, Ulusoy, Kececi, & Simsek, 1998). In altre parole, l’atteggiamento positivo nei confronti del ricevere un aiuto psicologico, ed il credere nei benefici che questo processo di benessere psicologico può dare, sono due fattori importanti che facilitano il ricevere il giusto aiuto (Wilson & Deane, 2010). Ricevere l’aiuto psicologico adeguato è importante anche perché riduce gli effetti negativi a lungo termine dei problemi che riguardano la sfera della salute mentale (Rickwood, Deane e Wilson, 2007). Il processo che riguarda il ricevere un aiuto psicologico inizia quando si avverte la necessità di accedere a questo tipo di servizi e termina quando questa stessa necessità è stata soddisfatta ricevendo l’aiuto psicologico ricercato (McKean, 2005). 

Aiutare è bello, saper aiutare è meglio.

Dott.ssa Giada Benedetta Catalano